Divorzio consensuale e giudiziale: procedure e documenti
Chi vuole avviare una procedura di divorzio deve sapere che esistono due tipi di divorzio nel nostro ordinamento giuridico.
Divorzio consensuale
È la soluzione più veloce e meno dispendiosa (qualche mese a seconda della procedura che si sceglie).
Quando i due coniugi sono in accordo sui temi economici e della prole, si può procedere in tre modi:
Ricorso giudiziale
Se sono presenti figli minori o disabili: si stende un unico ricorso giudiziale e il Tribunale provvede all’omologa.
Negoziazione assistita
Se non sono presenti figli minori o disabili: tramite la procedura di negoziazione assistita con l’assistenza di un avvocato per parte si provvederà ad ottenere un accordo congiunto, che verrà trasmesso al Tribunale per la sola approvazione.
Accordo davanti all’ufficiale dello stato civile
Se non sono presenti figli minori o disabili: i coniugi con o senza l’assistenza dell’avvocato, redigono un accordo con effetti solo economici e si presentano avanti l’ufficiale dello stato civile di uno dei comuni di residenza di uno dei due coniugi o quello ove è stato trascritto il matrimonio.
Dopo 30 giorni devono tornare per confermare l’intenzione di voler divorziare.
Divorzio giudiziale
È la soluzione più lunga (circa, di stima, 1–2 anni).
Quando vi è disaccordo tra i due coniugi si instaura un procedimento avanti il Tribunale competente e il Giudice valuterà e deciderà ogni aspetto della vita dei coniugi e della prole (affidamento della prole, collocamento, casa coniugale, conti correnti, assegno di mantenimento ecc.).
Quali documenti servono?
- Copia della sentenza di separazione.
- Documenti d’identità.
- Certificato di stato di famiglia e residenza.
- Accordi (se consensuale).
- Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio.
- Le ultime tre dichiarazioni dei redditi.
- Se applicabile, il piano genitoriale.
- I documenti relativi ai beni immobili e mobili registrati.
- Gli estratti conto bancari.
